Pensione Dipendenti di Poste Italiane e portalettere 2026: requisiti, calcolo e date

Chi lavora in Poste da molti anni ha contributi maturati sotto l'IPOST, l'istituto di previdenza del settore poi confluito nell'INPS. I periodi restano validi ma nell'estratto conto non sempre sono immediati da leggere, e per chi ha iniziato prima della trasformazione societaria la ricostruzione richiede attenzione.

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Requisiti pensionistici per i dipendenti di Poste Italiane

CCNL di riferimento
CCNL Poste Italiane
Gestione contributiva
INPS (ex IPOST confluito)
Retribuzione media annua
26.000 EUR lordi

Quando vanno in pensione i dipendenti di Poste Italiane nel 2026?

Tipo di pensioneRequisitiDecorrenza
Pensione di vecchiaia 67 anni di età + 20 anni di contributi Dal mese successivo
Pensione anticipata (uomini) 42 anni e 10 mesi di contributi Finestra 3 mesi
Pensione anticipata (donne) 41 anni e 10 mesi di contributi Finestra 3 mesi

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Cosa cambia per i dipendenti di Poste Italiane

Verificare che l'estratto conto parta dalla data reale di assunzione

Rischi specifici per i dipendenti di Poste Italiane

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Pensione Dipendenti Poste: le risposte

Sì, restano validi e sono confluiti nella gestione INPS. Il punto da controllare è che compaiano correttamente nell'estratto conto, soprattutto per chi ha iniziato prima della trasformazione societaria.
Dall'anno di assunzione. Se l'estratto conto parte da una data successiva a quella reale, mancano i periodi del vecchio fondo e vanno recuperati.
I contributi si sommano se la gestione è la stessa, ma ogni passaggio va verificato: sono i punti dove nascono le discontinuità.
Il part time verticale accredita solo le settimane effettivamente lavorate, quindi può ridurre gli anni utili senza che te ne accorga.

La tua pensione merita un controllo serio

I requisiti generali sono un punto di partenza. La tua situazione reale (contributi, retribuzioni, gestioni) richiede un'analisi personalizzata. Controlliamo tutto insieme, in una sessione live.

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Prima di presentare la domanda

I requisiti sono solo metà del lavoro. L'altra metà è verificare che la posizione contributiva sia corretta e completa.

Due conti che vale la pena fare adesso: quanto resta netto sull'assegno e quanto si perde rispetto all'ultimo stipendio.