Il lavoro domestico ha una regola che cambia tutto: i contributi si versano a ore, li paga il datore di lavoro ogni trimestre, e servono 52 settimane accreditate per avere un anno pieno. Chi lavora poche ore a settimana, o per più famiglie, spesso scopre a sessant'anni di avere molti meno anni di contributi di quanti ne ha lavorati davvero.
| Tipo di pensione | Requisiti | Decorrenza |
|---|---|---|
| Pensione di vecchiaia | 67 anni di età + 20 anni di contributi | Dal mese successivo |
| Pensione anticipata (uomini) | 42 anni e 10 mesi di contributi | Finestra 3 mesi |
| Pensione anticipata (donne) | 41 anni e 10 mesi di contributi | Finestra 3 mesi |
| APE Sociale (assistenza a non autosufficienti) | 63 anni e 5 mesi + 36 anni di contributi + attività di assistenza negli ultimi 7/10 anni | Dal mese successivo |
| Assegno sociale | 67 anni + requisiti reddituali, se non si raggiungono i 20 anni di contributi | Dal mese successivo alla domanda |
Il riconoscimento del gravoso riguarda l'assistenza a persone non autosufficienti, non il lavoro domestico generico
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I requisiti sono solo metà del lavoro. L'altra metà è verificare che la posizione contributiva sia corretta e completa.
Due conti che vale la pena fare adesso: quanto resta netto sull'assegno e quanto si perde rispetto all'ultimo stipendio.