Pensione Giornalisti professionisti, pubblicisti e collaboratori 2026: requisiti, calcolo e date

La previdenza dei giornalisti dipendenti è passata all'INPS nel 2022, quando l'INPGI ha trasferito la gestione principale. Chi ha una carriera lunga ha quindi contributi maturati sotto due regimi diversi, con regole di calcolo che non coincidono. Per i collaboratori autonomi la situazione è ancora diversa e va verificata a parte.

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Requisiti pensionistici per i giornalisti

CCNL di riferimento
CNLG Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico
Gestione contributiva
INPS (ex INPGI, confluito nel 2022)
Retribuzione media annua
38.000 EUR lordi

Quando vanno in pensione i giornalisti nel 2026?

Tipo di pensioneRequisitiDecorrenza
Pensione di vecchiaia 67 anni di età + 20 anni di contributi Dal mese successivo
Pensione anticipata (uomini) 42 anni e 10 mesi di contributi Finestra 3 mesi
Pensione anticipata (donne) 41 anni e 10 mesi di contributi Finestra 3 mesi

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Cosa cambia per i giornalisti

La confluenza ha riguardato la gestione dei giornalisti dipendenti: la posizione dei collaboratori autonomi va verificata separatamente

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Pensione Giornalisti: le risposte

Dal 2022 la gestione previdenziale dei giornalisti dipendenti è transitata all'INPS. I contributi versati prima restano validi, ma sono maturati sotto regole diverse. Chi ha una carriera lunga ha quindi una posizione che va letta su due periodi, non uno.
Dovrebbero esserci, ma il modo in cui compaiono non è sempre immediato da interpretare, soprattutto per le carriere iniziate molti anni fa. Il primo controllo da fare è verificare che l'estratto parta dalla data reale della prima assunzione.
Sono situazioni contributive diverse. I periodi da collaboratore possono ricadere nella gestione separata o in altre gestioni a seconda del contratto e del periodo. Per farli valere insieme si usa il cumulo, ma la ricostruzione va fatta contratto per contratto.
Sì, generano contributi figurativi. Nel settore editoriale, che ha attraversato molte crisi aziendali, sono periodi frequenti e vanno verificati uno per uno perché la registrazione non è sempre completa.

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Prima di presentare la domanda

I requisiti sono solo metà del lavoro. L'altra metà è verificare che la posizione contributiva sia corretta e completa.

Due conti che vale la pena fare adesso: quanto resta netto sull'assegno e quanto si perde rispetto all'ultimo stipendio.